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Cure e rimedi, Salute

Frattura omero: cos’è, sintomi principali e rimedi

13 Mar , 2022  

L’omero è l’unico osso del braccio, non bisogna infatti confonderlo con le ossa dell’avambraccio: ulna e radio. Appartiene alla categoria delle ossa lunghe e compone, insieme alla scapola, l’articolazione scapolo-omerale.

Forma un’altra importante articolazione, quella del gomito. Bisogna prestare particolare attenzione a una eventuale frattura omero. In quest’articolo cercheremo di scoprire di cosa si tratta, quali sono i sintomi e il migliore trattamento.

Le fratture dell’estremità inferiore dell’omero rappresentano circa il 30% delle fratture del gomito. Possono essere causate da un trauma diretto sul gomito oppure da una caduta sulla mano atteggiata a difesa del corpo.

L’importanza dell’omero

L’omero è divisibile in tre sezioni principali. Si distinguono l’estremità prossimale, l’estremità distale e il corpo. Dal punto di vista funzionale, l’omero è importante inizialmente nei bambini piccoli perché sorregge il peso durante la fase di gattonamento. In generale aiuta i muscoli brachiali nei movimenti delle articolazioni citate in precedenza.

Frattura omero, come avviene?

La frattura dell’omero avviene in seguito ad una rottura dell’osso del braccio e può accadere in modi diversi. Nella quasi totalità dei casi si presenta in seguito a incidenti, cadute o condizioni di salute particolari, tra queste osteoporosi e tumori. Generalmente è possibile individuare tre tipi diversi di fratture all’omero.

Frattura omero prossimale

Le fratture che interessano l’estremità prossimale dell’omero corrispondono a circa il 5,7% di tutte le fratture ossee riscontrate negli individui adulti. L’estremità prossimale è composta da 6 aree di grande importanza.

Esse sono: il tubercolo minore, il tubercolo maggiore, il solco intertubercolare, il collo chirurgico, il collo anatomico e la testa. Le fratture interessano principalmente i colli o i tubercoli.

Frattura omero distale

Le regioni anatomicamente rilevanti dell’estremità distale dell’omero sono: la cresta sopracondiloidea laterale, la cresta sopracondiloidea mediale, la fossa coronoidea, la fossa radiale, la fossa olecranica, la troclea, il capitulum, l’epicondilo mediale e l’epicondilo laterale. Il 2% dei casi di frattura ossea che interessa la popolazione adulta nell’omero distale è situata nelle creste sopracondiloidee.

Frattura del corpo dell’omero

La parte centrale dell’omero che è delimitata tra l’estremità prossimale e l’estremità distale presenta fratture con una percentuale minore, pari al 1-3% dei casi di frattura ossea nella popolazione adulta.

Tipi di frattura dell’omero

Si distinguono tre diversi tipi di fratture dell’omero: frattura trasversa, frattura spiroide e frattura a farfalla.

La frattura trasversa è disposta ad angolo retto rispetto all’osso. È anche detta frattura orizzontale.

Quando invece l’osso fratturato è danneggiato seguendo un percorso a spirale si parla di frattura spiroide. In fine la frattura a farfalla è un insieme tra le due fratture precedenti.

Fasce di rischio

Anche se può capitare a qualsiasi età, la frattura che interessa l’omero avviene in maggior frequenza nei pazienti con un’età superiore ai 55-60 anni. Occupa la terza posizione tra le fratture più comuni, dopo quella all’anca e al radio.

Sintomi

Tra i sintomi più comuni si riscontrano dolore al braccio con conseguente dolore e difficoltà di movimento. In alcuni casi si può osservare la presenza di ematomi di dimensioni variabili. Il braccio interessato presenta rumori anomali durante il movimento.

Si assiste ad una perdita del controllo dell’arto se vi è un danneggiamento dei nervi passanti per il braccio. I vasi sanguigni possono lesionarsi in seguito ad una frattura e l’afflusso di sangue ne risulta notevolmente ridotto.

Diagnosi

Solitamente la procedura da seguire per i pazienti che potrebbero aver riscontrato una frattura all’omero prevede un esame obiettivo attento, un’analisi anamnesica e specifici esami utili a riscontrare l’eventuale lesione. È di fondamentale importanza la diagnostica. Questi esami fanno ricorso a immagini come TAC, RMN e raggi x.

Esame obiettivo

Il medico effettua l’esame obiettivo. Sostanzialmente si occupa di verificare, tramite procedure mirate, l’assenza o la presenza di segni indicativi nel paziente che possano attestare il manifestarsi della malattia.

Qualora fosse sospetta una frattura dell’omero, l’esame si occuperà di ricercare nella zona interessata tutte le tracce che la contraddistinguono. Tra questi elementi appaiono evidenti ematomi, gonfiore o particolari deformità che compromettono il movimento del braccio.

Anamnesi

Il paziente è tenuto ad informare i propri cari delle situazioni e dei sintomi che riscontra, in modo tale da raccogliere tutti i dati utili al medico curante. Nei casi in cui il paziente è molto piccolo tutti i dati e le osservazioni verranno effettuate inizialmente dai propri parenti.
Le condizioni di rischio e i fattori scatenanti sono infatti facilmente riscontrabili in caso di sospetta frattura.

Raggi x

Gli esami a raggiX sono indolori ma invasivi in minima parte perché espongono il paziente a radiazioni ionizzanti, seppur in piccole dosi.

Si tratta di un esame pratico che espone su una lastra fotografica tutti gli elementi di una frattura ossea, osservandone la natura. Infatti potrebbe essere una frattura stabile, instabile, scomposta, composta o aperta.

TAC

Gli organi interni vengono mostrati a schermo, comprese le ossa. Sono più nitide diei raggi X e più ricche di particolari. La particolarità della TAC consiste nel focalizzarsi sui nervi del braccio oppure sui vasi sanguigni.

Questa procedura è utilizzata dai medici solo se strettamente necessaria perché produce una quantità maggiore di radiazioni rispetto ai raggi X. Risulta anch’essa totalmente indolore.

Risonanza magnetica nucleare

La risonanza magnetica nucleare è sicuramente la procedura più efficace per esaminare attentamente l’interno del corpo umano. Fornisce infatti immagini estremamente dettagliate di tessuti molli come legamenti e tendini ma anche tessuti duri come le ossa.

Sfrutta tecnologie non invasive. I campi magnetici generati nella scansione non risultano assolutamente dannosi per il paziente.

Frattura omero tempi di recupero e terapia

La gravità della frattura dell’omero e la sua posizione determinano un diverso tipo di trattamento. Si segue una procedura per cui, se l’infortunio scheletrico non è grave sono sufficienti la giusta dose di riposo e l’immobilizzazione dell’arto interessato.

Dunque se si tratta di una frattura stabile, semplice, chiusa o composta in generale si opterà per un periodo di stop che comprende dalle 6 alle 7 settimane.

Qualora invece insorgano fratture scomposte, instabili, pluriframmentarie l’unica soluzione prevede l’intervento chirurgico.

Una frattura dell’omero può portare a dei problemi soprattutto durante la notte, potremo infatti trovare difficoltà nel trovare la giusta posizione. Cliccando su questo link potrete trovare alcuni consigli pratici.


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