Morbo di Alzheimer: sintomi, cura e trattamento

Cosa è il Morbo di Alzheimer

Il Morbo di Alzheimer è una delle malattie più conosciute per sentito dire ma al tempo stesso ignote vista la complessità con cui può colpire l’individuo. Altre malattie altrettanto conosciute sono il Morbo di Parkinson e il tremore alle mani che non sempre è associato al Parkinson.

Per capire esattamente cosa sia il morbo di Alzheimer dobbiamo fare un passo indietro, quando lo psichiatra tedesco che ha dato il nome a questa forma di demenza senile, riscontrò il primo caso nel 1901 dopo che una paziente dimostrò difficoltà nel ricordare alcuni oggetti che le erano appena stati mostrati.

Sebbene inizialmente si pensò a un caso di amnesia, la signora viene ad oggi considerata la prima paziente a cui venne diagnosticato questo morbo, in seguito il medico italiano Gaetano Perusini ebbe un ruolo di grande rilievo nella definizione vera e propria di questa condizione, raccogliendo informazioni in merito e approfondendo gli aspetti clinici e patologici che la caratterizzavano.

Il morbo di Alzheimer è una patologia degenerativa che rappresenta la forma più comune di demenza progressiva e si stima che circa il 60% dei casi di demenza sia dovuta a questa malattia, infatti viene anche chiamata demenza di Alzheimer.

Fa la sua comparsa intorno ai 60-65 anni e nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, il morbo viene definito come disturbo neurocognitivo maggiore o lieve. Nel suo decorso, la malattia attraversa tre stadi: lieve, moderato e grave in cui addirittura non si comprende bene ciò che il soggetto vuole esprimere, ci sarà inappetenza, incontinenza e una totale indipendenza dagli altri.

Sintomi 

A seconda del soggetto, la malattia di Alzheimer può presentarsi in diverse forme, tuttavia se parliamo di morbo di Alzheimer sintomi ce n’è uno preponderante, nonché quello che si manifesta prima di tutti: il deficit nella memoria.

Come dimostrato da Alois Alzheimer nel trattamento del suo primo caso, la malattia esordisce  in questo modo, infatti si verifica una perdita progressiva della capacità di ricordare eventi e persone, specialmente nel breve tempo.

Possiamo affermare dunque che la sindrome di Alzheimer, definita inizialmente come una malattia insolita della corteccia cerebrale, colpisce in effetti proprio il cervello, struttura importantissima che immagazzina la memoria ma gestisce e coordina le principali funzioni del corpo. Di conseguenza, altri sintomi sono:

  • Afasia, che si manifesta come parziale perdita del linguaggio o, nei casi più gravi, mutismo,
  • Aprassia, ossia la perdita delle abilità motorie svolte in maniera volontaria proprio perché il morbo di Alzheimer colpisce il cervello. Progressivamente si arriverà a non essere autosufficienti per mangiare e lavarsi,
  • Agnosia, cioè difficoltà nel riconoscere persone e cose,
  • Disorientamento spazio-temporale,
  • Difficoltà nel concentrarsi,
  • Problemi di attenzione,
  • Difficoltà nei calcoli,
  • Problemi a dormire.

Oltre a tali disturbi correlati all’intaccamento del cervello, ce ne sono altri della sfera emotiva:

  • Psicosi, caratterizzata da allucinazioni,
  • Cambiamenti repentini di umore,
  • Alterazione della personalità,
  • Stato di agitazione che porta ad essere aggressivi verbalmente o fisicamente,

Infine, il soggetto sarà spinto dalla necessità di doversi muovere quindi si può verificare il vagabondaggio afinalistico dove la persona appunto si sposta senza una meta precisa.

Cause e fattori di rischio 

Non è facile comprendere esattamente cos’è l’Alzheimer, anche perché nonostante i progressi in medicina, ad oggi non è possibile stabilirne precisamente la causa scatenante.

Possiamo affermare che in piccola percentuale i motivi sono dovuti a fattori genetici, legati all’alterazione di un gene dominante su un altro cromosoma.

La tipica atrofia cerebrale, cioè una riduzione della massa cerebrale, che si osserva in modo asimmetrico e colpisce soprattutto alcune aree del cervello, nonché la riduzione di alcune sostanze importanti, sono condizioni scatenate anche da altri fattori.

Molti di questi sono fattori di rischio possibili, ossia ipotizzati ma non confermati: traumi cranici, ipotiroidismo, familiarità con il Parkinson, sindrome depressiva, sesso femminile che risulta più colpito del maschile, malattie cerebrovascolari, fattori ambientali.

Trattamento 

Il morbo di Alzheimer è una patologia che non si può curare perché al momento non esistono farmaci che ne arrestano il decorso, tuttavia può essere trattato con farmaci che ne contengono i sintomi rafforzando il cervello con le sostanze che sono carenti.

Per quanto riguarda i sintomi non cognitivi è possibile seguire una terapia per alleviare le sofferenze della persona, parliamo dell’assunzione di farmaci antidepressivi o in alternativa, un percorso di orientamento alla realtà per aiutare il paziente nella propria vita quotidiana.

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